VOCI DI ANDOR – EPISODIO 3

Lande Esterne, primo giorno dell’ottavo mese, ciclo 1346

S: Martti, la radio continua ad essere disturbata, ma ho sentito distintamente il nome “Emmi”, credo sia il caso che proviamo ad intercettare la comunicazione…” – Mentre Siv pronuncia queste parole, Inari si fa largo a passo veloce verso la radio, appoggiata poco distante nei pressi dei giacigli dei Solitor.

M: Vediamo se riesco a fare qualcosa.” risponde secco l’altro. Si avvicina al dispositivo e comincia a ruotare alcune manopole, alla ricerca di un segnale migliore.

R: “… Missione…
prosegue la perlustrazione. I territori Natus…
Proseguire anche sopra il deserto, e le montagne.
Il carburante dovrebbe bastare. Il compito è…
massima importanza. Con ogni mezzo.”

I: “.. sembra la voce di Emmi.  Inari rompe il fruscio indistinto di altre parole confuse.

Il ronzio si interrompe. Una voce maschile subentra nel silenzio attorno al trasmettitore.

R:Emmi, ha affidato…
Il Capitano è al lavoro con…
Cittadella… chiusi… insieme a lui, direttamente ai suoi ordini.

Altri fruscii interrompono la comunicazione, finché la voce femminile non riemerge distintamente.

R: “… Operativa. Ai suoi ordini. Passo e chiudo.”.

Lande Esterne, trentesimo giorno del settimo mese, ciclo 1346  

 S: “Bene, il viaggio procede tranquillo e, come previsto dalle guide, siamo circa a metà strada per arrivare alla locanda di Shiratani. Ora possiamo andare a riposare, le stelle sono alte e ci proteggeranno. I turni di ronda sono stati organizzati, qualcuno ha qualcosa da aggiungere?”

 Sidmon sembra un po’ sbrigativo nel suo discorso ai suoi compagni di viaggio, dopo una cena frugale ma abbastanza piacevole. All’improvviso un Natus alto e sorridente che usa una vanga come bastone per appoggiarsi, fa un passo in avanti.

K: “Sono Kanze della famiglia Mishima, mi conoscete. Responsabile della cambusa e contadino, volevo aggiornarvi. Le scorte, grazie anche agli amici Aurian, dovrebbero bastarci ancora per circa cinquanta giorni, se arriviamo alla locanda tra trenta giorni, è una ottima cosa. Aggiungo che ho ormai finito i semi di verdura da piantare, quindi potremo ottenere ben poco dalle coltivazioni, fino a quando non troveremo altro terreno fertile o qualcuno disposto a venderci roba buona. Ho finito, chi vuole mezzo bicchiere di mitsu novello mi segua!”

Lande Esterne, ventesimo giorno del settimo mese, ciclo 1346

Era sorto da poco il sole sopra la Carovana, le tende venivano disfatte ed i carri preparati per riprendere il viaggio. Due donne in lontananza, scaldate dai primi raggi del sole, si stavano salutando. Due Furenter. Una con un grande fucile in spalla, contrastante la sua bassa statura, mentre l’altra più alta e scattosa. Un cenno, e poi si toccarono spalla contro spalla, portando al petto le braccia incrociate, impugnando le proprie lame. Le fronti si incontrarono, poi la più vecchia delle due la accompagnò verso un fornito gruppo di furenter dai colori scuri. Lo stesso saluto, per ognuno di loro, indicando la ragazza di poco prima. 
Tutti insieme sollevarono le proprie armi al sole, e poi solo una manciata di loro, sei, forse sette, rimasero al fianco di quella più anziana. Uno di quelli si avvicinò alla donna, che osservava il gruppo allontanarsi, imboccando la strada da cui erano venuti il giorno prima. Rimase immobile, in silenzio.

N: “Caro, cosa è successo secondo te?” la voce di Nuala delle Pendici si sollevò, osservando la scena dietro di loro, a circa quaranta passi, scrutando il compagno di una vita.

A: “Non ne sono sicuro, ma ieri ho sentito dire che il Clan della Spira doveva dividersi per non rischiare di renderci un obiettivo ancora più facile da trovare, oltre alle ovvie questioni di cibo. Amura rimane, per ottemperare alla sua promessa.” replicò Angron della Gru.

N: “Ma non da sola” rispose la Ne Mu Ji Nuala

A: “Beh, no, ovviamente no mia cara, non è una sprovveduta, ma ha fatto rimanere il suo erborista migliore, e questo è un gran sollievo per noi… – disse Angron – Sarà da capire cosa ne penseranno gli altri furenter, di questo sviluppo, ma spero che la logica prevalga sulle loro impetuose emozioni…” – aggiunse, in un sospiro.

Lande Esterne, ventesimo giorno del settimo mese, ciclo 1346

La carovana si ferma per la notte, in una radura apparentemente tranquilla. Gli esploratori controllano eventuali tracce sospette, i druida confermano che le loro sensazioni sul luogo sono di assoluta stabilità, non sono presenti elementi di corruzione.
Il Ne Mu Ji Kaidan del fiume Laidir si avvicina con eleganti falcate ad Aranja Fiamma del Crepuscolo. La Furenter sembra assorta in pensieri pesanti e non certo sereni.

K: Posso disturbare, prode guerriera?
A: Non mi state recando alcun tipo di disturbo, Kaidan. Cosa posso fare per voi?
K: Vi chiedo se sia possibile conferire con il natus Isao per una questione molto rilevante, su cui non ho ancora avuto risposta.
A: Isao non sta bene, ma ha condiviso tutte le informazioni utili sia con me che con Sidmon dei fiume Laidir, che ben conoscete. Potete quindi chiedere a me, senza problemi.
K: Avevo suggerito ad Isao di chiedere alla Chinnidh di Tabor di far passare alle altre comunità Ne Mu Ji l’informazione che noi estranei non siamo pericolosi e che abbiamo anzi aiutato. Questo per permetterci di svolgere un viaggio meno periglioso e avere qualche punto di appoggio in più, nel nostro cammino.
A: So che Isao ha fatto presente a Tabor la questione, sono certa che avranno sparso la voce, dato che abbiamo liberato quella zona dai pericoli che la infestavano da cicli. Ci sono sembrati riconoscenti, quindi non vedo perché non ci debbano aiutare. Inoltre, sembra che la Locanda che è nostra meta sia gestita da un caro conoscente di Sidmon, pronto ad accoglierci. Pare che Isao voglia trovare un accordo commerciale per farci passare una sosta in quel luogo che sia serena e, diciamo “poco visibile”. Abbiamo anche la necessità di provviste per il futuro, e probabilmente quello sarà il luogo giusto per recuperarne un po’. Io non sono una esperta di queste cose, ma sicuramente Isao parlerà con gli altri mercanti della carovana per avere supporto, essendo poco in salute ne avrà certamente bisogno. Potete ovviamente spargere la voce su queste informazioni, nella speranza il morale di tutti noi possa migliorare.
K: Grazie, mi bastava sapere che il messaggio fosse partito. Mi avete dato una voce di speranza.

Lande Esterne, 4° giorno del 7mo mese, ciclo 1346

Yume scende dal carro quasi in corsa e attira l’attenzione del resto della carovana. Sembra molto preoccupata mentre si avvicina a Tora, Maaka Lomu e Sidmon e si rivolge all’esperto esploratore Ne Mu Ji…

Y: “Dobbiamo fermare i carri ed accamparci, il prima possibile”

S: Che succede di così urgente?

Y: Isao. Sta sempre peggio, non riesce a dormire, continua a tossire e sputa sangue. E’ pallido e non riesce a nutrirsi, e sta così male da almeno un mese. Ha pure provato a nascondere il suo stato di salute, ovviamente l’ho scoperto.

S: Questa non ci voleva….è stato controllato da un prana?

Y: lui è un prana e pure abilissimo, gli ho insegnato io tutto quello che sa. Non vuole farsi toccare da nessuno e pure con me è stato recalcitrante. Non riesco veramente a capire cosa abbia, ho usato tutti i rimedi che conoscevo, anche come erboristeria, ma nulla. Ogni tipo di guarigione legata al prana non gli procura sollievo se non per pochi minuti.

S: …un Druida? Magari per capire se sia preda di qualche corruz….hai capito, mi spiace.

Y: Si, la natus troppo simpatica, come si chiama? La panettiera, Fumiko. Dice che non sente nulla di strano. Ma ha svolto un controllo veloce.

S: Non ci resta che trovare il primo riparo sicuro, accamparci ed affrontare con la massima attenzione questa situazione. Non possiamo permetterci di perdere tuo marito, ora.

Y: Né ora né mai, farei qualunque cosa per salvarlo!”

Lande Esterne, 27° giorno del sesto mese, ciclo 1346

I cinque conducenti dei carri si ritrovano attorno al fuoco di una notte tranquilla…uno di loro, un pacioso Natus prende la parola.

“Questa è la mappa, quante volte l’abbiamo studiata? Tutto a nord al limitare dei mondi Sibillini, provando a scegliere una strada che non sia così estrema per i nostri carri. Sembra che la locanda di Shiratani sia esattamente tra i territori Ne Mu Ji, Natus e Solitor. Io non la ho mai sentita nominare. Comunque, il tempo di stima, se ripartiamo domani dovrebbe essere di circa altri sessanta giorni, procedendo a ritmo medio e considerando di eventuali ritardi dovuti a fermate di qualche giorno per riposare. Sembra che chi abbia la radio, dovrebbe chiamarsi così, stia provando a contattare la locanda e che uno dei nostri conosca una delle persone che la gestisce. Questo dovrebbe garantirci una buona accoglienza…e nessuna sorpresa.

Bene, credo sia tutto, ora possiamo berci un goccetto e andare a riposare!”

Lande Esterne, 20° giorno del sesto mese, ciclo 1346

S: “Proseguiamo a fatica verso nord, molti di noi sono stanchi e devono riposarsi”

Il Ne Mu Ji sembra molto pratico ma nasconde una punta di amarezza nelle sue parole – “Quel bosco sembra che potrà proteggerci per qualche luna, la squadra di esplorazione è tornata e dice che è la soluzione più sicura”prosegue.

I: “Credo sia finalmente giunto il momento di commemorare i caduti. Non abbiamo il corpo di Maponus, ma possiamo comunque trovare un albero che sia adatto per il Rito Di Ricongiunzione. Avremo certamente qualche suo oggetto a lui caro da poter utilizzare. Per Briidi, chiediamo agli Skald di aiutarci, probabilmente una storia raccontata al crepuscolo sarà così potente da poter evocare il suo ricordo, in modo non sia dimenticata. Erano come noi, erano Estranei.”

Il Natus pallido annuisce e sembra procedere oltre, mentre il Ne Mu Ji ombroso sembra ancora generoso di parole:

S: “Io so cosa vuol dire ora….morire e poi ritornare tra voi. Forse il nostro destino è diverso, forse devo ignorare tutto quello che non riesco a comprendere e andare avanti dritto, insieme a voi tutti.”