VOCI DI ANDOR – EPISODIO 4

Segmento 13, base segreta di Jethro, quindicesimo giorno del quarto mese, ciclo 1347

Gli estranei, dopo tanto girare, finalmente possono godersi qualche giorno di riposo nella struttura uno, preposta appunto per dare loro alloggio e vitto adeguati. Il sole è ancora un problema, nel senso che non vuole apparire. Intorno a loro i pochi aconian presenti di guardia per la sicurezza della base, si muovono con attenta discrezione. Gli aconian estranei sono stati dislocati insieme agli altri, mentre il dottor K è sparito per qualche giorno in altri segmenti a verificare lo stato della Base. Tutti vengono informati sul fatto che questa base è rimasta inattiva per tanti cicli, ed è riaperta da poco meno di un ciclo. C’è ancora molto lavoro da fare e ci sono molti problemi da risolvere, anche nel segmento 13.

Durante la mattina del quindicesimo giorno, davanti alla struttura 1 gironzolano diverse persone, tra cui la druida natus Fumiko e la furenter Aranja, che parlottano insieme cercando di non fare troppo rumore, ma per la loro natura attirano molto l’attenzione degli altri estranei. Una figura esile dal volto pallido, i capelli neri e corti, ed una sobria divisa neri tipica degli aconian si ferma un attimo a chiacchierare con loro due, ottenendo cenni di assenso, da quanto si sa dovrebbe essere il responsabile della sicurezza della base. In quel momento, dalla Serra ancora chiusa giunge un placido solitor con una sparuta chioma rossa e gli occhi stanchi, tutti lo conoscono come Rurik, un erborista e hari-shi, non un estraneo, che si è unito alla carovana per aiutare e per il suo legame di famiglia con la skald Laìni. Anche sembra cercare con lo sguardo qualcuno e si ferma soddisfatto davanti a Fumiko.

In quel momento, la natus tira fuori dalla sua borsa capiente un foglio di carta scura che srotola e consegna all’aconian, che avanza verso una piccola bacheca vuota, attaccata al muro esterno della struttura gialla 1, vicino alla porta di uscita che dà sul grande spiazzo verde.

Aranja cerca di attirare l’attenzione degli estranei che si sono appena svegliati o stanno consumando la loro colazione: “A tutti, vi chiediamo di leggere questo foglio che è stato affisso nella bacheca, che sarà da oggi usata per far sapere a tutti le cose importanti. Ci sono diversi problemi da risolvere, e chiediamo l’aiuto di tutti. Chi è interessato, ovviamente contatti la persona che è scritta sotto. Ci troverete qui vicino. Grazie.”

BACHECA:

Problema Serra: La Serra chiusa è divisa in due settori, il primo è stato pulito e può essere messo in funzione, il secondo, che è comunicante con il primo, ma per ora sigillato, non viene aperto da molti cicli, e dalle finestre e dall’odore sprigionato da dentro, potrebbe contenere qualche problema. Sembra che la vegetazione abbia invaso tutta la serra, anche le finestre sono del tutto coperte da “cose” verdi. Serve organizzare un gruppo composto da esperti di erbe, qualche elemento valido in esplorazione ed anche, per sicurezza, qualcuno che sappia combattere e proteggere. Firmato Rurik

Problema Fonte: La Fonte di manipolazione presente nel segmento, unica nella base, non è stata controllata perchè gli aconian non avevano manipolatori disponibili o esperti. Per loro, sembra non attiva ma sanno che in passato era molto “ricca” di energia. Non si sa se sia danneggiata o cosa, va studiata e subito. Serve organizzare gruppo composto sicuramente da manipolatori abili sia in pratica che teoria, ma consigliamo anche una presenza di druida per verificare la purezza della zona della fonte, e magari un paio di buone lame per intervenire in caso di pericolo. Fimato: Aranja e Fumiko

Problema tunnel sotterranei: Una gruppo di esplorazione nei giorni scorsi ha scoperto una frattura nella terra, che prima non era stata notata. In questo buco hanno trovato un passaggio che portava in un tunnel molto vecchio, che hanno perlustrato solo parzialmente, avendo notato la presenza, in lontananza di suoni gutturali certamente poco andoriani. Serve una verifica veloce del luogo, che va ripulito come si deve. Ipotizziamo servano esploratori, combattenti da distanza e da mischia, qualcuno che sappia riconoscere la corruzione, qualcuno che sappia curare ferite. Firmato: Arctos Blair, Praefectus di Jethro

Spiegazione in fg: Potete scrivere a geaproxylive@gmail.com  , offrendo l’adesione del vostro personaggio ad una o più delle missioni, in questo mondo mettendo una classifica di preferenza. Non verranno prese in considerazione altri metodi di comunicazione. 

Le missioni saranno come sempre giocata su Discord (con supporto di Roll20) ma non in contemporanea, sarà il master che si occupa della relativa sessione a contattarvi ed accordare con voi una data ed un’ora per giocare. (verosimilmente durante il mese di agosto). In gioco, si simula il fatto che il pg vada appunto dal png a dare la propria adesione e si metta a disposizione.

Il termine ultimo per inviare la mail è domenica 2 agosto alle 23:59. 

Ricordatevi, ciò che giocherete in queste sessioni avrà conseguenza sul gioco futuro!

Il viaggio della carovana degli Estranei per ora è giunto al termine, quinto giorno del quarto mese, ciclo 1347, tardo pomeriggio.

Il sole non è ancora ricomparso, ma i cinque carri  degli estranei, insieme al carro meccanico del dottor K sono finalmente arrivano nel territorio occupato dalla segreta base di Jethro. Per un tratto di percorso, tutte le persone, a parte i guidatori, sono stati bendati (aconian compresi), per non poter vedere un tratto del percorso che porta a destinazione.

L’enorme spazio occupato da Jethro è ben coperto nei suoi confini da vegetazione e sembra che girino molte storie sul fatto che questo luogo sia selvaggio e pieno di terribili pericoli, e molte notizie sono state raccolte dagli Exit (il popolo più vicino alla base), che le hanno sparse nei dintorni. E quindi i visitatori occasionali sono molto,molto rari.

Akira spiega a tutti che l’intero complesso della base è diviso in sedici segmenti, ben staccati l’uno dall’altro, e quelli più esterni sono appunto stati approntati in modo da scoraggiare eventuali arrivi imprevisti.

Il segmento che verrà affidato dagli estranei è posizionato all’interno e quindi ben protetto, e numerato con il “13”. Confina con il 15, dove sono situati un numero impressionanti di pannelli “catturasole”, che ovviamente ora sono inattivi ed hanno quasi del tutto consumato le scorte di emergenza. Nel lato opposto, confina con il 10, residenza dei laboratori del dottor K.

I carri vengono portati nel segmento 13 e i beni della carovana vengono scaricati e messi al sicuro. I Carri sono tutti portati nelle enormi stalle che occupano il segmento 12.

Mentre gli estranei cercano di ambientarsi, Akira mostra una mappa del segmento 13, in cui ora sono. E prende parola:

“Dunque, la Casa Madre e struttura 1 è dove vivremo. Contiene una cucina, una grande stanza per mangiare e discutere, un magazzino per mettere cibo ed altre scorte della carovana, tre stanze da letto che contengono letti per tutti, bagni ed una stanza ricovero per feriti, dove potranno lavorare i prana ed hari-shi. Lì in fondo, vedete, vi è la struttura 2 detta Fucina, dove vi è il necessario per costruire oggetti, armi e protezioni, ed una “dinamo” che dà energia alle strutture. Invece a destra della struttura 1 vi è una grande tenda che chiamiamo Tenda delle Erbe, è un laboratorio all’aperto. A destra, al limitare del segmento vi è la struttura 4, detta Serra, dove vengono coltivate erbe, spezie, frutta e verdura.

Davanti circa alla Serra potete vedere la struttura 5, detta Grande Falò, che viene acceso la sera in caso di necessità, per diversi scopi.

Infine, lì nel mezzo potete vedere, anche se abbiamo cercato di nasconderla un pò per motivi di sicurezza, la struttura 6 detta Fonte, che attende lo studio di volenterosi manipolatori, perchè nel personale della base, è una categoria che sicuramente fino ad ora ha difettato in presenza attiva…

Tutta la vegetazione che vedete è ben trattata e non vi è traccia di corruzione, ma invitiamo certamente chi di voi abbia il dono di parlare con Gea, di controllare che tutto sia a posto.

Ovviamente, ci viene chiesto di non sconfinare per ora negli altri segmenti, e di riposare nei prossimi giorni, data la fatica di un viaggio durato mesi.

Tra pochi giorni poi, ci saranno date nuove informazioni, anche sulla gestione del segmento 13, e ci saranno diverse modifiche nelle strutture per consertirci al meglio di lavorare per i nostri comuni obiettivi. Ora andiamo nella Casa Madre a prendere possesso dei dormitori.Puff, ho finito!”

Akira tira un sospiro di sollievo.

 

Campo mobile degli estranei, sera del ventiseiesimo giorno del terzo mese, ciclo 1347. Fumiko parla alla carovana, dopo una frugale cena, davanti al fuoco.

Pochi giorni fa, uno dei gruppi di avanscoperta ha controllato di nuovo i simboli nella grotta non lontana dalle rovine. Andranno esaminati con il tempo, ma mi è stato confermato – fa un cenno verso Nuala – che non fanno parte di nessun linguaggio arcaico. E’ un mistero che andrà risolto.

 

Mentre i nostri stavano tornando verso il campo base, è avvenuto un nuovo ed imprevisto incontro con il gruppo legato a quel Senza Nome; i mercenari 

erano in difficoltà critica con il carro meccanico, rimasto semidistrutto da una loro manovra, avvenuta dopo il ritorno all’accampamento degli estranei.

Sono stati collaborativi, comunque. Vista la situazione e l’interesse che sembrano avere per gli estranei, il loro capo, che non era presente, vuole parlare con il gruppo, quindi si sta cercando di organizzare un incontro sicuro a Jethro con questo individuo, per decidere se sia utile o meno alla causa.

Sono io a dirvi queste cose, stasera, perché Isao è partito per Hiragi, e spero tantissimo che riesca a darci presto informazioni preziose, per portare almeno qualche famiglia importante dalla nostra parte.

Comunque! Una volta arrivati a Jethro, penseremo- tutti insieme – alla riorganizzazione, ai vari incontri che ci aspettano, per cercare soprattutto di togliere alleati al capitano.

La aiutante del dottor K, Akira, mi dice che arriveremo alla base tra 5-7 giorni al massimo, il cielo non aiuta ma non stiamo subendo reali pericoli o minacce esterne, per ora. 

Ultimo cosa, per diminuire i rischi, si chiederà agli esploratori di continuare a coprire le tracce dei carri al meglio delle loro possibilità, e persone di cui non abbiamo conferma che siano dalla nostra parte – guarda verso la sorella di Sokka – dovranno stare dentro al carro durante il viaggio, uscendo solo quando ci fermiamo. Mi dispiace, ma la precauzione deve essere massima. 

E’ tutto per ora?

Ah si, siamo finalmente riusciti a comporre la lista dei componenti della carovana, ce l’ho qui tra le mani e la appenderò fuori dal carro di testa, in modo che sia visibile e leggibile da tutti.

Ora cercate di riposare, forse un buon bicchiere di mitsu potrà aiutarvi!

 

Campo mobile degli estranei, sera del 19° giorno del terzo mese, ciclo 1347.

Amura è stesa sul pagliericcio a lato del carro, vicina al fuoco, con una buona visuale delle stelle.
Il volto, seminascosto dalle fiamme del falò che danzano al vento della notte scura, è ancora gonfio e gli aloni dei lividi non se ne sono andati del tutto. Il braccio sinistro è fasciato, legato al collo, tenuto saldo da due pezzi di legno.
La furenter si è svegliata da poco, e ha subito chiesto di parlare con qualcuno bravo a scrivere velocemente. Si è così palesata Afe la Curiosa, che si siede a gambe incrociate vicino alla donna, in attesa.
 
A: “Ho poco fiato, quindi non mi chiedere le cose due volte, non le ripeterò.” dice la furenter, a denti stretti. Afe annuisce e si allunga le dita, prima di prendere il pennino.
A: “Per prima cosa, ho consegnato un oggetto a uno dei miei, del clan, che si è diretto a Shiratani. Spero che quel posto sia ancora un luogo sicuro.” Si puntella con il gomito destro, e fa per mettersi seduta, o almeno, un po’ meno stesa. Le trecce ondeggiano velocemente dietro alla sua nuca.
A: “In quell’oggetto ci sono delle informazioni sugli accordi che il Capitano sta facendo con i popoli, a partire dai natus. Può essere usato in un monolite.
In più. Voleva usarmi come scambio per ingraziarsi gli Whiro, consigliato da uno dei suoi. Li ho sentiti parlare.”
A: “Il Capitano che conoscevo io, non è lo stesso che mi ha imprigionata. Questo qua sembra non ricordarsi chi io sia, leggeva le informazioni da una serie di fogli, si prendeva degli appunti. L’ho sentito addirittura parlare da solo, mentre mi stavano portando ad Asa. Non sono certa che sia la stessa persona.”
A:“Oltre a me aveva imprigionato altre persone, per il solo dubbio che ci fossero più colpevoli. Questo Capitano è folle, imprevedibile, irrazionale. Lo ripeto, non è lo stesso Capitano con cui facevo le trattative. Quello era logico, e aveva una memoria di ferro.”
A: “Adesso, lasciami riposare. Quando sarò in forze, vorrei poter parlare con i Furenter, o chi si considera tale, che sa impugnare una spada. Se loro vorranno parlare con me, sanno dove trovarmi.”
 

Campo provvisorio degli estranei, mattina dell’undicesimo giorno del terzo mese, ciclo 1347.

Dopo la colazione, vengono riuniti tutti gli estranei vicino al fuoco di campo (ora spento) ed Isao, seppur riluttante, prende la parola:

“Vi volevo aggiornare sull’azione di recupero di ieri. La furenter Amura è stata salvata ed ora riposa sul mio carro, non rischia la morte, ma ha bisogno almeno di sette giorni di cure e riposo assoluto, quindi dovremo attendere prima di poterle chiedere le informazioni sul Capitano che dovrebbe avere per noi. Vi invito a non disturbarla con richieste o domande prima del tempo, mentre tutti i prana sono benvenuti per aiutare nell’assisterla. Vi ringrazio.

La sua radio non è stata recuperata, non sappiamo chi l’abbia in questo momento.

Sappiamo che vi era una banda di persone, appartenenti a più popoli, probabilmente pagata dal capitano per custodire Amura. Ci avrebbe dovuto essere la consegna della furenter ad un gruppo di maschere metalliche inviate dal capitano, ma la consegna è stata evitata ed il gruppo abbattuto, ed il carro meccanico che aveva trasportato le maschere è stato lasciato alla banda, dopo uno scambio che ha permesso di liberare tre altre persone, esploratori ne mu ji della zona del fiume Laidir, che ora sono in salute e stanno per ripartire per tornare a casa. La banda quindi ha deciso di collaborare con noi, probabilmente per interessi personali.

Uno dei gruppi ha trovato una specie di caverna in cui sono state trovate alcune scritte incomprensibili, ed una creatura mai vista prima, che era incatenata, è stata liberata e si è data alla fuga.

Direi che questo per ora è tutto. Ripartiremo tra due ore circa, Akira dice che, senza altri intoppi, dovremmo arrivare alla base Jethro alla fine del terzo mese, quindi circa tra venti giorni. Prepariamoci a partire, dunque.

Ah si, tra qualche giorno mi staccherò dal gruppo per tornare ad Hiragi e raccogliere informazioni sull’alleanza tra capitano e natus, per provare a portare qualcuno dalla nostra parte.”

Mentre Isao, che ha parlato lentamente e sembra molto stanco, si dirige verso il suo carro, i tre Ne mu ji salvati dagli estranei, seppur molto defilati, ringraziano alcuni di loro per averli liberati, e poi, uno dei tre si trattiene per pochi istanti a parlare con Sidmon. I due si salutano con un cenno del capo, e la squadra di esploratori Ne mu ji si allontana dall’accampamento per tornare nelle terre amiche.

A nord ovest di Jethro, dopo il tramonto dell’ottavo giorno del terzo mese, ciclo 1347

I gruppi scelti per il recupero di Amura stanno per partire, il carro del dottor K è stipato. In quel mentre, Isao è vicino al suo carro e sembra discutere animatamente con Shoki, poi si stringe la mano ed il natus dalla veste color oro si allontana lentamente. In quel mentre Fumiko si avvicina, mattarello nella mano destra, a Isao, che sembra preoccupato…

Isao: “Non vorrai mica picchiarmi, sono vecchio e fragile….”

Fumiko: “A cosa serve, si romperebbe il mattarello, secondo me…sta bene il tuo amico barbuto?”

Isao: “E’ un pò scosso per gli ultimi avvenimenti accaduti alla sua famiglia, sembra che il padre, Soria, colui che sta gestendo Shiratani per noi, abbia lasciato la gestione della famiglia Asahi ad un altro figlio.”

Fumiko: “E sarebbe un problema?”

Isao: “Non lo so, sicuramente lui mi è sembrato preoccupato. Dovrò lasciare qualcosa da fare anche per Shoki, a meno che qualche altro mercante qui voglia prendere in mano la situazione. Io partirò appena possibile per Hiragi.”

Fumiko: (sospira lentamente) “Si, lo so. Non provo a farti cambiare più idea, giuro.”

Isao: “Io VORREI cambiare idea, te lo garantisco, Ma dobbiamo capire perché tutte le famiglie natus si sono alleate con il capitano, quindi devo tornare a casa e riprendere il mio ruolo per un pò. Non sanno che io sono un estraneo, sanno che Yume era stata portata via. Tornerò come natus in lutto per la morte di una delle sue mogli, e cercherò di farvi avere più informazioni possibili. Anche Shoki concorda sul fatto che questo mio viaggio sia inevitabile. Farò ritorno quando avrò qualcosa di concreto in mano. ”

Fumiko: “Cerca una locanda amica da cui poterci fare avere tue notizie Isao, e sapremo almeno che non sei stato catturato. Che la luce di Raito possa illuminare presto la tua strada, ma fino a che è buio, sia Tsuki a farlo.” – E così dicendo, Fumiko gli porge due strisce di stoffa. Una dorata e una verde.

In viaggio verso Jethro, mattina del ventinovesimo giorno del secondo mese, ciclo 1347

C’è molto fermento nell’accampamento. Ci sono nuove informazioni su Amura, ed addirittura il dottor K, che raramente si è esposto in pubblico durante il viaggio, sembra molto attivo fuori dal suo carro meccanico; parla con tante persone, si consulta con una spiritata Akira, e tutti gli estranei, chi più, chi meno, seguono le azioni dello strano duo…. mentre si muove, K è costantemente e visivamente controllato da un’Aconian chiamata Octavia, che sembra tra di loro essere “quella che comanda”….

K verso Akira: “Uniamo le cose che sappiamo:

questa furenter di nome Amura, che sembra avere informazioni di estrema importanza, è tenuta prigioniera in un accampamento a nord… distanza, tempo previsto e stima di chi andremmo a trovare insieme a lei?”

Akira verso K: “Circa 5 giorni di cammino con i carri e poi dovremmo avvicinarci con un gruppo ristretto e ben organizzato….diciamo che in tutto allungheremo di circa due settimane, se va tutto bene! I capi della carovana hanno già espresso il loro assenso su questa azione di recupero, sembra super importante. Non abbiamo notizie di gruppi di quelli che qualcuno chiama “maschere di ferro” in quella zona, potrebbero essere i famosi furenter delle tribù alleate con il capitano…”

Dopo le parole della strana creatura, interviene con veemenza Fumiko: “Bene, il cammino sembra tracciato, una volta arrivati in un luogo sicuro ma ancora distante da questo accampamento, dovremo fare in modo di inviare Akira – che ci dite sappia non farsi notare – raccogliere informazioni sul campo e via radio, e poi attuare una azione di recupero…”

K aggiunge: “Penso sia anche il caso di aggiornare le varie mappe in vostro possesso con le nostre informazioni, per avere un quadro della situazione più completo; Akira, vedi di farlo il prima che puoi…”

A nord ovest di Jethro, pomeriggio dell’ottavo giorno del terzo mese, ciclo 1347

C’è molto territorio boscoso a nord, sicuramente più protetto di certi sentieri di montagna, ma la carovana deve fare sempre attenzione a qualsiasi ombra, di giorno o notte (tanto c’è poca differenza, il sole non si fa vedere), che potrebbe diventare un grande pericolo per il gruppo degli estranei.

Un giorno e mezzo prima, Akira sembrava soddisfatta nell’aver raggiunto questo spazio verde ben nascosto, e, accompagnata dall’aconian Karasu, è partita per la prevista perlustrazione, mentre chi “si intende” di radio era nel carro di K a provare a intercettare comunicazioni che potessero essere anche minimamente rilevanti.

E le informazioni arrivarono, non via radio ma grazie ai passi felpati della strana collaboratrice del Dottor K e del Corvus a supporto: 

A circa un giorno di cammino veloce vi era un accampamento situato tra alcune vecchie rovine, lì sono stati avvistati alcuni combattenti furenter ed è stato sentito pronunciare il nome “Amura”, insieme al fatto che sarebbe stata “estratta” alla sesta ora pomeridiana del decimo giorno, non si sa da cosa (forse un’ala di ferro, più probabilmente un carro meccanico). Nell’accampamento però vi erano solo cavalli e non carri meccanici, e non è stato possibile vedere dei prigionieri in faccia (probabilmente sono tenuti dove le rovine hanno più protezione). Inoltre, dopo una seconda perlustrazione, Akira e Karasu hanno scoperto un altro accampamento, a trenta minuti di cammino dal primo, totalmente immerso nel bosco e nella vegetazione, ma sono solo riusciti a capire che era un distaccamento della stessa squadra. Circa altri venti minuti di marcia ad est, un passaggio sotterraneo (forse delle antiche grotte?), custodite da altri guerrieri incappucciati e di nero vestiti. Difficile capire di quante persone sia composta la squadra dei sequestratori, Akira ipotizza in tutto da 10 a 15 persone, dislocate nelle tre locazioni.

Se fossero partiti velocemente, un gruppo scelto di estranei sarebbe potuto arrivare qualche ora prima dell’arrivo del mezzo che avrebbero portato via Amura, il problema era capire dove fosse tenuta, in quale dei tre luoghi possibili. Aveva sicuramente senso creare tre squadre, caricarle sul carro di K, e partire il prima possibile. Durante il viaggio si sarebbe deciso come suddividersi. Amura andava recuperata, e insieme a lei, se possibile, anche la sua radio. Tutto il gruppo estranei infatti aveva soltanto due di quegli strumenti molto utili per comunicare a distanza…

In viaggio verso Jethro, pomeriggio del 25° giorno del secondo mese, ciclo 1347

Sidmon non aveva per nulla voglia di stare tra le persone. Il suo viaggio infatti prosegue tra perlustrazioni silenziose ed un volontario isolamento. Ma Aranja ed Isao avevano bisogno di lui.

Altri estranei stavano mantenendo alto il fuoco, per scaldare tutti mentre quasi tutti cenavano. I tre fondatori della carovana si tenevano in disparte, e non tutto quello che dicevano tra loro era chiaramente decifrabile…

Sidmon: “Cosa volete che faccia? Fosse per me tornerei nei miei boschi, mi sento inutile, quasi dannoso. Posso provare a parlare con Rórdán, sperando mi ascolti. Anche se vi avviso, sarà difficile convincerlo se non appariremo come un gruppo con un intento comune…”

Isao: “Abbiamo bisogno che tu esca dal tuo silenzio, lo sai. Anche se io non ho capito ancora il tuo comportamento, ed il perchè di quel gesto…ma non ha senso parlarne. Soprattutto ora, con l’alleanza dei Natus con il Capitano. Dovrei tornare ad Hiragi, per far pesare l’influenza della mia famiglia. Sappiamo che non sanno cosa io sia, è rischioso ma sembra inevitabile.”

Aranja: “Abbiamo provato a gestire il gruppo, sono stati cicli difficili e capisco voi siate stanchi e provati. Le mie energie sono ancora integre, ma lo sappiamo, arrivati a Jethro, il gruppo si dovrà dare un capo. Che sia aiutato da altre persone, o nomini dei suoi sottoposti, va bene. Ma serve qualcuno che ci organizzi, soprattutto in vista di una battaglia….o guerra che si chiami. Ed ora ci mancava solo questa cosa…”

Il trio non se la sente di fare proclami pubblici, ma, in poche ore la notizia si sparge in modo molto chiaro, grazie ad un necessario passaparola. Amura della Tribù di Whiro, che era stata inviata a parlare con Il Capitano per attingere da lui informazioni utili per gli estranei, è riuscita a lasciare alcune notizie nelle locande di mezzavia per farle pervenire alla carovana. Sembra lei debba dire cose molto importanti al gruppo, ma è tenuta prigioniera dal Capitano. Sono stati attivati tutti i canali possibili per capire dove sia. Lei e la sua radio vanno recuperate quanto prima….

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Nel frattempo, sulla bacheca appesa al fianco del carro principale, viene appeso un bigliettino dalla natus Fumiko. Lo scritto recita:

“ A beneficio della conoscenza di tutti, vi invito ad alzare gli occhi verso il cielo e poggiare le palme delle mani sul terreno. Vi renderete conto che le stelle sono ferme sulla costellazione delle Fauci da quando il sole non è più comparso, e che la terra è tiepida, motivo per cui probabilmente non stiamo gelando di freddo nonostante l’assenza del calore di Raito, il sole.

Ah! dimenticavo quasi! se qualcuno ha delle spezie da darmi per insaporire il pane, sono benvenute, sto finendo la fantasia. Mi trovate al carro dei rifornimenti. 

Fumiko”

In viaggio verso Jethro, pomeriggio del 20° giorno del secondo mese, ciclo 1347

Isao parla con Fumiko, mentre la natus controlla il carro delle scorte dei viveri, verificando l’inventario su un quadernetto. Scuote la testa, un’ombra di preoccupazione sul suo solito sorriso. Isao le mette una mano sulla spalla.

I: “Akira parla di dieci giorni, massimo due settimane e saremo a Jethro…abbiamo limitato i pericoli, Raito ancora non si mostra, ma siamo stati tutti bravi e accorti…”

Tora si avvicina a passo veloce con il suo solito modo di fare pratico: “Isao….prendi qua! Mi hanno detto di darla a te, dall’altra parte c’è Soria Asahi, messaggio urgente.”

“Grazie Tora, come sempre”. – Isao accosta l’orecchio destro alla radio- “Quali nuove, Sorìa?”

La voce del gestore di Shiratani sembra assai incupita: “Pessime nuove. Sarò breve, ho ricevuto comunicazioni dalle maggiori famiglie di mercanti natus di Koganei, Lasheeta, Tamai ed Hiragi. Ci è stata fatta la stessa richiesta che è arrivata a tutte le locande di mezzavia gestite da natus, cioè di non aiutare IN ALCUN MODO gli estranei, data l’alleanza commerciale fatta con il Capitano della Cittadella. Sembravano abbastanza perentori, anche se per fortuna la nostra collocazione ci rendere piuttosto periferici…dovremo muoverci con cautela. Cercheremo di farvi avere tutto, senza farci scoprire.”

Fumiko fa un cenno di assenso, sibilando  al natus sottovoce: “Era solo questione di tempo, sapendo dell’alleanza…” 

I: “Mmm…  Abbiamo bisogno di due informazioni allora, la prima è quante locande coinvolte nella nostra alleanza pro estranei hanno un gestore natus, e cosa il Capitano ha promesso ai mercanti natus per creare un’alleanza così salda…che ci taglia fuori da quasi tutti i commerci.”

S: “Certo, farò il possibile Isao e, dimmi, com’è messa la tua attività di famiglia?”

I: “Giusta domanda…non posso andare ad Hiragi, ma dovrò sentire in qualche modo mio fratello Budo, che sta gestendo gli affari per me. Non ho la minima idea se il Capitano sappia che sono un estraneo…”

Accampamento provvisorio degli estranei, sera del 14° giorno del secondo mese, ciclo 1347

Buranhettin e Azra stanno parlottando e gesticolando davanti ad un fuoco, mentre intorno a loro tutti cercano di rilassarsi e prepararsi ad una ennesima lunga notte…

A: “Certamente non è il caso sia Sidmon a parlare, e Isao è abbastanza scosso e non ne ha voglia, ma qualcuno deve aggiornare tutto il gruppo…”

B: “Lo chiederemo ancora ad Aranja, è giovane ed energica, quindi raggruppiamo le informazioni ottenute dall’ultima conversazione via radio fatta tra Isao e Soria Asahi, da Shiratani.”

A: “Dunque, qualche giorno fa Shiratani è stata attaccata da un gruppo inviato dal Capitano. Hanno aperto a forza il laboratorio della Cittadella, portato via pezzi di monolite e distrutto il resto, non lasciando nulla di integro. Hanno scavato sotto le pietre con le strane iscrizioni, portato via le ossa e poi anche i lastroni, caricati su di un carro meccanico nero. Volevano distruggere la locanda, ma Soria li ha convinti a non farlo, prezzolandoli e così sacrificando buona parte degli incassi e dei materiali della locanda. Altro?”

B: “Decisamente…il carro meccanico era guidato da un guerriero vestito di nero e mascherato, doveva sicuramente essere un Aconian, gli altri, circa una decina scarsa, erano tutti furenter, riconducibili alla tribù di Tane, fisicamente molto prestanti e molto nervosi e rabbiosi. Armati con pistole della Cittadella, un paio di loro indossavano anche una maschera come quella dei guerrieri del Capitano.

Il furenter che sembrava comandarli ha detto a Soria, sua parola d’onore, che avrebbero tolto Shiratani dalla mappa dei luoghi di controllo estranei, quindi il natus sembra ora abbastanza tranquillo.”

A: “Si, ma non sono comunque buone notizie, per nulla. Bisognerà recuperare quelle alleanze furenter…”

B: “Si, anche il dottor K è dello stesso avviso, ci ho parlato, ma attende di arrivare alla base Jethro per muoversi in tal senso, e sicuramente andrà fatta una grossa riunione con tutti presenti, e andranno decise molte cose importanti…

Bene, il foglio di Aranja è pronto, glielo porti tu?”

Azra annuisce, soffia sul foglio per asciugare l’inchiostro, chiude la pergamena e si alza, salutando Buranhettin con le braccia incrociate sul petto.

Sulla strada verso Jethro, nono giorno del secondo mese, ciclo 1347

Isao sembra aver ripreso forza negli ultimi tempi ed è molto più presente, soprattutto per i prana, pratica su cui sta dedicando molto del suo tempo. I cinque carri si fermano in una piccola radura per un riposo notturno, insieme al carro meccanico del dottor K, mentre l’altro carro nero più piccolo è ripartito con due aconian, per controllare se la carovana è seguita e verificare le condizioni del percorso, rimanendo in stretto contatto radio con Akira, che guida il percorso della carovana. Il natus quindi cerca di radunare tutti gli estranei per fare il punto della situazione:

“So che siete e siamo stanchi, vi ruberò meno tempo possibile. E’ difficile misurare il tempo in questo periodo, il sole non si vede ancora, siamo siamo divisi tra notte e nebbia fitta. Dovremmo essere circa ad un terzo del secondo mese, ed Akira mi dice che la strada scelta è abbastanza sicura e precisa, dovremmo arrivare alla base alla fine di questo mese.

Le scorte di cibo sono sufficienti ma non abbondanti, dovremo farcele bastare. Ringrazio ancora Shoki Asahi per le sue scorte di verdure, ma siamo in sessanta, ed ora, con il buio è quasi impossibile far viaggiare mercanzie e scorte, ed i mercanti non si fanno trovare.M Attendiamo anche notizie da Shiratani, dall’amico Soria, ma presumo anche loro potrebbero passare qualche piccola difficoltà, quindi non aspettiamoci nulla, per ora.

Se i druida hanno capito cosa è successo al sole e se ritengono di avere qualche idea o previsione, ovviamente attendiamo nuove notizie in questo senso.

Non abbiamo ancora informazioni della furenter Amura, che era andata mesi fa a parlare con il Capitano, invitata da noi, o così mi è stato detto. Non risponde via radio, le avevo detto di rifugiarsi a Shiratani in caso avesse avuto problemi. Ma non so altro.

Una cosa importante…la base di Jethro ha una ubicazione segreta, che deve rimanere tale. Mi è stato detto che il Capitano è molto furbo, io spero che nessuno di noi e voi stia cooperando con lui in segreto, mi sembrerebbe un comportamento assai stupido. Sicuramente, i non estranei o esterni, dato che ho sentito che qualcuno ci chiama così….dicevo, i non estranei della carovana saranno ben controllati prima di arrivare alla base e se qualcuno di voi ha qualche buona idea in questo senso è pregato di farcela sapere. Non possiamo rischiare nulla in questo momento, mi spiace. E’ tutto per ora, se volete parlarmi sapere dove trovarmi.”

C’è qualche volto perplesso tra le persone che stavano ascoltando Isao, tra cui una giovane ed esile natus che sembra nervosa e spazientita, mentre osserva il fratello giocare con una pistola scarica, e lanciarle un’occhiata che vorrebbe essere tranquillizzante…

Accampamento provvisorio degli Estranei, nella strada verso Jethro, 2° giorno del secondo mese, ciclo 1347

Nell’accampamento ci si prepara per la cena, Sulevi chiacchiera distrattamente con l’amico Eerik e vede la sorella Siv, camminare spedita, mentre a qualche metro di distanza la natus Fumiko la saluta con la mano in alto e sorride.
A margine dell’accampamento Nalah si allontana velocemente dal gruppo di persone, il volto nascosto, con Aranja che cerca di seguirla, ma senza successo.

Una squadra si sta preparando a partire per una breve ricognizione, a cui si uniscono un paio di Aconian, che sembrano integrarsi lentamente con il resto del gruppo.

In quel momento, quasi come se spuntasse al nulla, si affianca al Carro meccanico del Dottor K uno simile ma più piccolo, senza copertura, che si ferma bruscamente alzando molta polvere. Alcuni estranei sembrano preoccupati ma uno degli Aconian conosciuti, quello con lo scudo che sembra una grossa porta, fa un cenno con le mani che significa chiaramente “va tutto bene”, e poi va verso il Carro di K.

Intanto, dal piccolo mezzo meccanico, fuoriescono due guerrieri di nero vestiti, ma con il volto scoperto, che mettono via le pistole, ed in mezzo a loro un aconian molto magro, i cui segni particolari sono certamente una barba folta e dei capelli scuri lunghi e fluenti, anche se un pò increspati dal viaggio faticoso. Non sembra certo un combattente, mentre cerca di verificare, velocemente, lo stato di salute dell’altro compagno di viaggio, che sembra più pallido, ha i capelli corti e si nasconde dietro ad un paio di occhiali tondi e sottili ed una specie di vestaglia di cotone bianco, un pò malconcia. Non sembra molto a suo agio.

Il gruppo dei nuovi giunti si guarda intorno con fare circospetto e poi si avvia verso il Dottor K, che, sceso dal suo carro, va incontro ai suoi compagni con un lieve sorriso e le braccia leggermente aperte, come se volesse abbracciarli. Aranja e Fumiko osservano la scena rassicurando gli altri con dei cenni.

Si sente la voce del dottor Kurosawa, in sottofondo, dire verso la figura più piccola : “Alexander, come stai? Se vuoi puoi riposare, e poi parleremo. Sarai molto stanco.”

In cammino verso Jethro, mattina del 27° giorno del primo mese, ciclo 1347
un foglio appeso dove tutti possano vederlo

AGGIORNAMENTI

“La ragazza bianca e viola di nome Akira dice che la direzione verso Jethro sembra corretta, ed ha stimato in 25 giorni l’arrivo.

L’emissario aurian Adamu ha riportato il messaggio del suo Sarkin, che ha deciso l’alleanza e la discesa in campo del popolo Aurian, a favore degli estranei e del Dottor K. Saranno inviati, in un luogo da concordare, cento guerrieri Aurian come supporto sul campo ed alcune risorse che sono state già consegnate ad Adamu. Il popolo Aurian ha inoltre occupato l’avamposto sulla terra ferma, chiamato Guinan.

Il dottor K comunica di essere fisicamente provato e dunque, non si muoverà molto dal carro meccanico, ma invita chi volesse andare a parlare con lui, di farlo liberamente.

Nessuna novità dal cielo, la luna c’è ma il sole non si vede, attendiamo uno studio più preciso dei nostri druida.

Visto le difficoltà climatiche, ci raccomandiamo di centellinare le provviste.

I turni di guardia ed esplorazione proseguiranno come previsto, si aggiunge anche il gruppo aconian.

Firmato: Aranja.”

In cammino verso Jethro, pomeriggio del 20mo giorno del primo mese, ciclo 1347

Difficile contare i giorni e le ore in questa condizione….Ormai i perìferi ed estranei hanno capito che quando la nebbia è alta, dovrebbe corrispondere alla mattina, mentre il pomeriggio il cielo si fa quasi viola. A volte di notte si vedono anche le stesse, sempre fisse e simili a come erano prima…il Sole non è sparito ma a volte si percepisce come una tonda macchia scura, abbastanza inquietante.

In tutto questo Gea sembra stia mutando in continuazione, anche la natura stessa; certe strade che dovrebbero esserci non ci sono più, sono spariti boschi e riapparsi più in avanti, solo le Montagne rimangono solide certezze, in questo momento.

Akira sembra un po’ in difficoltà a riconoscere la strada verso la base segreta, fa del suo meglio e sorride, ma comunica chiaramente a tutti che non sarà un tragitto semplice, e ci vorrà più tempo per arrivare a destinazione. Dovranno provare e riprovare, sperando in un tangibile aiuto di Gea…

In un pomeriggio terso come tanti altri, i carri della carovana procedono a ritmo costante verso una direzione faticosa ma abbastanza chiara. Gli occhi di Inari si sporgono in avanti e sembrano riconoscere un’ombra famigliare arrivare incontro a loro. Il passaparola è molto veloce, e Mikael il fabbro fa un cenno ad Akira, indicando con un gesto eloquente il carro meccanico che è appena apparso in direzione opposta a loro.

Tutti si bloccano in attesa di capire cosa stia succedendo. Il carro nero e metallico si ferma e fuoriescono alcune persone, si riconoscono immediatamente il Dottor K, altri quattro aconian ben bardati con armature scure ma volti scoperti, gli occhi curiosi di Seaghdha ed i volti un po’ tirati di Angron e Nuala. Quando tutti attendono di sentire le parole di un K però defilato, che si dirige verso Akira, è la ne mu ji Nuala a prendere la parola:

“Bene, vi abbiamo ritrovato. Dato che le strade cambiano di giorno in giorno, abbiamo valutato che non sareste riusciti ad arrivare alla base Jethro in sicurezza, quindi siamo tornati indietro. Troveremo la giusta strada insieme.”

Gli altri annuiscono, il gruppo si è riunito, la strada prosegue.

Fuori dal bosco strano, mattina del giorno 12  del primo mese del ciclo 1347, dagli scritti dello Skald Kristbjorg

“Per qualcuno è quasi sembrato un sogno, altri non sanno ancora razionalmente spiegare cosa sia successo,ad un certo punto il bosco sembra aver inghiottito tutto il gruppo degli estranei, e poi li ha sparpagliati in zone diverse, ponendoli davanti a situazioni complesse da risolvere. Sembra che però, aiutandosi l’uno con l’altro, tutti siano riusciti ad emergere dalla fitta vegetazione, recuperare carri e persone, e trovare un sentiero sicuro e sgombro da pericoli. Molti sguardi trasudano stanchezza e nervosismo, la gente si ritrova e sorride, ma continua a chiedersi cosa sia accaduto, senza riuscire a darsi delle spiegazioni concrete.

Cosa sta succedendo a Gea? Tutto questo sommovimento improvviso deriva dalla notte eterna che ha avvolto tutto il territorio?

Gli estranei decidono di accamparsi, poco oltre il bosco, che ora sembra quasi inerte e silente. Tutti vogliono accendere fuochi, preparare una buona cena, e poi riposare.

Io ripulisco le mie armi ed i miei abiti, velocemente mi chiedo, il carro del dottor K sarà arrivato a destinazione?

Domande a parte, ci aspetta un po’ di riposo e poi si ripartirà, verso est, verso Jethro.”

Diverso tempo prima….sera del sesto giorno dell’undicesimo giorno del ciclo 1346, dagli scritti dello Skald Kristbjorg

“Mi hanno detto che sono stato ferito da qualcosa…che mi ha sorpreso alle spalle, mentre facevo la guardia ai carri. Il quinto, quello con la maggior parte delle provviste, ha subito dei danni notevoli, ed ora ha un bel buco dietro, direi che sia il caso di farlo riparare al più presto…

Mentre Roniga mi assistiva con il suo prana, ho visto un gruppo di esploratori seguire le tracce di quella creatura per recuperare le provviste rubate. Si sono portati dietro anche Isao, che mi ha fissato intensamente, facendomi chiaramente capire che non voleva muoversi così tanto con il buio…ma non c’era molto altro da fare, i prana sono assai pochi!

Mi sentivo un po’ stordito anche dopo le cure ricevute, ma ho voluto personalmente attendere la squadra di ritorno, per assicurarmi che stessero tutti bene. Angron, Jiulia, Nuala, Syd, Kathleen ed il nuovo ragazzo solitor Eerik erano quasi illesi, e sono stati bravi, hanno recuperato tutto. Isao mangiava una mela per farsi passare la tremarella.

Mi hanno parlato di alcune corruzioni più furbe del solito, le hanno chiamate Monsuta, sono delle bestie con denti acuminati, e artigli aguzzi ai piedi e sulle mani, ancora in parte vestiti con indumenti dei perìferi….dobbiamo ricordare sempre di fare attenzione, per non diventare come loro. “

Accampamento degli Estranei, sera dell’undicesimo giorno del primo mese del ciclo 1347 

Dovevano essere partiti ormai da parecchie ore, stavano per fermarsi a riposare. Il carro di K, con cui erano partiti alcuni di loro, era ormai lontano da giorni. Il sentiero si diramava in una valle tra le montagne, anche se la visuale era molto scarsa da tempo: non solo era tutto perennemente avvolto nell’oscurità, ma una densa e umida nebbia impediva di capire con precisione a che punto del promontorio si trovassero.

Alcuni esploratori si erano da poco separati dagli altri per cercare una zona sicura dove fermarsi a riposare. Da qualche ora un odore strano aveva cominciato a diffondersi nell’aria, e non prometteva nulla di buono, o innocuo.

“Non sentite?” Iikka si fermò.

Un fruscio, prima appena impercettibile, ora si fece sempre più forte. 

La terra cominciò a tremare. Un terremoto?

Non solo.. Nel sentiero iniziarono a propagarsi piccole crepe. Quelle che sembravano piante, liane, emersero dalla terra, mentre dalla nebbia forme scure si avvicinavano.. erano alberi? Queste radici nodose e malsane si espandevano ovunque, e nel frattempo spaccature sempre più profonde cominciarono ad aprirsi intorno a loro. Un carro cominciò a sprofondare, e una parte del sentiero collassò.

Molte altre piante, nodose, informi, nel frattempo vennero fuori delle tenebre.

Il rumore di questo cataclisma era insostenibile: il fruscio delle liane, le grida, e sopra ogni cosa, il fragore della terra che sprofondava, si apriva in voragini inghiottendo qualsiasi cosa pochi minuti prima si trovasse al suo posto. Chi ancora era riuscito a mantenere i sensi e lo spirito, vide una quantità di piccole spore luminose cominciare a cadere e circolare nell’aria. Non ci fu ulteriore tempo di capire che disgrazia fosse capitata alla carovana, perché quando le spore cominciarono ad attecchire sul terreno, tutti avevano perso i sensi.

Qualche tempo prima…

Sulevi era tornato poco prima dell’attacco a Base Lande, e non era tornato da solo. Assieme a lui un altro solitor, più o meno della stessa età dello Skald, spalle larghe, un bastone per le montagne e due spade lungo i fianchi. 

Eerik della grotta Ruriki, estraneo, come loro aveva deciso di unirsi al gruppo degli Estranei quando Sulevi era tornato sulle montagne. 

Aveva raccontato che stavano svuotando le grotte per portarli al sicuro, ma solo gli Isanta erano a conoscenza del “dove” fosse il posto sicuro. 

Eerik si era subito messo a disposizione, senza prendere parte all’incursione della Base attivamente, rimanendo ai carri come scorta e difesa; inoltre, era stato d’aiuto per gli esploratori, grazie alla sua capacità di riconoscere le tracce e vedere a colpo d’occhio i pericoli naturali che erano nascosti ai più.

Silenzioso, curioso di saperne di più su quel simbolo che gli era comparso sulla pelle, Eerik tendeva ad ascoltare più che a parlare. Anche lui, come gli altri, era sconcertato dalla notte perenne, ma faceva tutto quello che gli era consentito per essere di aiuto e di supporto. 

Il carro degli approvvigionamenti era quello più debole, ed era quello che seguiva costantemente; sempre il primo per il turno di guardia. 

Accampamento degli Estranei, sera del nono giorno del primo mese del ciclo 1347 

Akira annuisce fermamente e parla agli Estranei seduti intorno al fuoco: “Con questo oscuramento del sole non ci resta che procedere lentamente ma con passo sicuro. Ci sono minacce di tutti i tipi che aspettano lì fuori, quindi dobbiamo stare molto attenti. Purtroppo il tempo del viaggio così è quasi raddoppiato, arriveremo nei pressi della Base Jethro tra circa venti giorni, se va tutto bene….ma siate ottimisti! Poi, sarete tutti al sicuro.”

In un angolo vicino dell’accampamento, Laìni guarda suo zio, l’accigliato Rurik, che sta applicando dei bastoncini di legno su una tavoletta di sughero che ha una tartaruga disegnata con una certa abilità. La tavoletta è appoggiata sul petto di Lomu, che ha gli occhi chiusi e sembra quasi riposare, steso paciosamente sull’erba.

L’esperto Hari-Shi pone sette bastoncini che vanno a tracciare il disegno e pare molto soddisfatto del suo lavoro: “Bene, sembra tutto a posto amico furenter, ora dovresti fare la tua perlustrazione con più sicurezza, se cadrai, non morirai, ma qualcuno potrà arrivare a curarti in tempo.”

Mentre Lomu ringrazia con un cenno ed un sorriso e si appresta al suo giro di ricognizione insieme a Tora, Angron e Kathleen, Rurik rimette a posto i suoi strumenti, le tavolette, i bastoncini e la ciotola di legno, e sciacqua tutto con acqua fresca.

Laìni è rimasta per tutto il tempo accanto allo zio, senza fare alcun rumore per non distrarlo e osservando quietamente ogni suo movimento. Vedendolo ora rasserenato, si permette di rivolgersi a lui: Zio, io non ricordo tu fossi un Hari-Shi quando partii per la mia ricerca, e credo proprio di non sbagliarmi…”

“Nipote mia, hai del tutto ragione, è stata una passione ed una necessità che si è posta dopo la tua partenza. E così qui potrò rendermi ancora più utile, dato che ho deciso di restare con voi per un po’.” E notando lo sguardo un po’ preoccupato di Laìni, si blocca“Anche se temo in questo modo, di portarti qualche pensiero in più…”

“No, zio Rurik, sono felice di averti qui. Ovviamente mi sento un po’ responsabile della tua buona salute, visto che so che lo fai per me…! Non posso che ringraziarti, ma fai attenzione e non rischiare mai più del dovuto.”

Il maturo solitor dai capelli rossicci sorride: “Tranquilla…volevo anche vedere a che punto era la tua ricerca, ma me ne parlerai presto. Intanto, dovrò confrontarmi con gli altri Hari-Shi, dopo la sparizione del Sole, ho notato che qualcosa è cambiato anche nell’applicazione delle tavolette e dei bastoncini, ci metto meno tempo e, per gli usi più semplici, riesco a renderli efficaci anche senza Tagi!”

In quel momento arriva all’improvviso Isao, trafelato e dal volto molto stanco, e ignorando Rurik, si rivolge direttamente a Laìni: “C’è bisogno di tutto il tuo prana, metà della precedente squadra di ricognizione è dispersa, dobbiamo affrettarci…”

La solitor annuisce, subito allerta; raccoglie al volo la sua gerla e si alza rapidamente, pronta a muoversi.

In un bosco vicino all’accampamento provvisorio degli Estranei, terzo giorno del primo mese, ciclo 1347

Gli esploratori sembrano molto impegnati a seguire alcune tracce… Jiulia e Nuala vanno in avanscoperta. La solitor si mette ad armeggiare con la terra, mentre Nuala fa qualche passo indietro e avverte gli altri:

N: “Non avvicinatevi, abbiamo trovato una specie di trappola naturale, ci sono alcuni serpenti ed una buca pericolosa e scivolosa…aspettate lì!”

Jiulia prova ad allontanare i rettili con un bastone, ma si rende conto che non basterebbe e tira fuori una fialetta contenente un liquido di color verde fango. La solitor cosparge il terreno con quella sostanza, che produce un odore immediato, terribilmente acre e fastidioso. Mentre lei e Nuala si mettono una mano sulla bocca per non respirarne il contenuto, lentamente i serpenti si allontanano dalla buca e le due esploratrici riescono a coprirla con pietre e legni resistenti.

Poco in là, coperto da viticci e fango, spunta una sorta di involucro nero, che Nuala cerca di raccogliere, aiutata dall’arrivo di Ozgur.

L’exit sembra molto incuriosito, sussurra due parole alla Ne Mu Ji….”Credo di sapere cosa sia, sembra un vecchio cappotto, ora, pian piano, lo recuperiamo…..”

Ora al sicuro, Jiulia si alza e raggiunge gli altri due estranei. Ozgur raccoglie l’involucro e lo passa a Nuala, che cerca una superficie stabile e si siede sulla terra, cercando di stendere il misterioso ritrovamento….sembra uno di quei indumenti lunghi ed avvolgenti che indossano alcuni soldati della Cittadella, anche se sgualcito, rotto in più parti e pregno di odore ferroso….

Quando Nuala apre il cappotto, improvvisamente cade a terra, come se fosse stata nascosta appositamente, una maschera metallica nera e con una piccola crepa sulla fronte….i tre estranei fanno un passo indietro, e la maschera, da terra, sembra quasi fissarli, solo per un brevissimo istante…

Accampamento degli Estranei, primo giorno del primo mese del ciclo 1347

“Dasar del Fiume!” 
Una vampata di fuoco sgorga dalle mani di Kyna. Nel silenzio generale.
K: “…Come pensavo. Non avete notato anche voi qualcosa di diverso?”
M: “L’energia ha cominciato a scorrere più facilmente. Per focalizzarla non serve più ricorrere a molte parole.“ Martti poco lontano osserva i resti della legna che ha preso fuoco.
Aranja li ha raggiunti. “Io comunque preferisco continuare a pronunciarle, mi dà più sicurezza. Penso a quello che voglio ottenere e la invocazione lo rende solo più chiaro.. ” 
K: “Non so, mi dà l’idea che tutto questo sia sintomo di qualche cambiamento più grande, voi cosa dite? “

La conversazione viene interrotta da Angron che arriva velocemente dal fondo della carovana, ora ferma.
An: “Hyrid, un erborista e alchimista della carovana, ci ha riferito delle notizie molto strane: sembra che i cristalli dell’alchimia si siano improvvisamente… disattivati. Non solo non reagiscono come dovrebbero, ma le pozioni si stanno cominciando a sciogliere. Stanno diventando inutilizzabili. Inoltre se prova ad estrarre l’energia di Andor dalle piante per farne altre, non ci riesce più.”
K: “.. Questo ciclo è appena iniziato.. cosa ancora ci porterà, di nuovo?”
Shoki interviene: Ho paura di scoprirlo.”

Accampamento degli Estranei, decimo giorno del dodicesimo mese del ciclo 1346

“Dobbiamo solo resistere, sono sicura che presto se ne andranno..”
“Ti rendi conto di quello che stai dicendo? Non lo faranno.. Non temono più l’arrivo dell’alba.”
“Rischiamo di rimanere bloccati qui. Presto saremo circondati.”
“Ci serve più fuoco, presto! Non sappiamo come prendere altra legna..” 

“..Presto a casa saranno i primi giorni dell’anno, Shogatsu. Presto i rami di pino purificheranno l’aria, si farà entrare energia di rinnovamento, presto scacceranno gli spiriti maligni. Tornerà a splendere la luce con il nuovo ciclo? Non possiamo smettere di sperare.. “ 

Continua ad essere notte. Rumori striscianti, grida senza volto ci svegliano, ci sorprendono senza difese. Tutti sono disorientati. Le minacce che prima sapevamo gestire ora ci colgono ad ogni ora. Shinde, altri esseri e corruzioni della notte ora vagano liberamente senza riposo, senza tregua, sempre affamati, sempre in caccia. Quello che sapevamo ora non conta più. Non resta che avanzare, lottare per difendersi. Sempre più spaesati. Troviamo riparo in alcune grotte, siamo ancora nell’Aeland, ma fatichiamo ad andare avanti. Non distinguiamo più da tempo le ore più sicure e quelle più pericolose in cui cercare rifugio. Avanziamo, verso una base sicura… Almeno, questa è la nostra speranza.  

Accampamento degli Estranei, mattina del 15mo giorno dell’undicesimo mese del ciclo 1346

La faccia del giovane aurian sembra determinata, mentre parla con la combattente furenter ed il corrucciato natus….

“-E’ importante capire se mio padre il Re deciderà di supportarci nella guerra contro il Capitano, se deciderà di schierarsi apertamente oppure almeno di supportarsi con alcune risorse…”

-”State suggerendo di inviare qualcuno a parlare con vostro padre?” interviene Nalah

-”Corretto, per essere ancora più convincente dovrei andare io……”

-”Non credete sia un rischio troppo grande per voi in questo momento, Principe?” aggiunge Shoki

-”Temo possiate avere ragione. Andiamo a parlare con gli altri, soprattutto con Aranja e Isao. Non oso disturbare Sidmon, sembra ancora scosso da quanto accadutogli a Lande. Venite con me se volete.” conclude Dan

Poche ore dopo….

Un aurian di mezza età sembra avere molta fretta, sta parlando con un solitor…

-”Credo ti abbiano avvertito ragazzo, io sono Adamu, devo partire domani mattina all’alba. Mi servono due cavalli svelti e provviste per almeno una settimana. Dobbiamo seguire la strada delle Locande e poi andare verso sud ovest. Prima tappa Laakso. Bene, io vado ad avvertire Kasumi e To’Chi, spero verranno con me. Sarà un viaggio interessante.”

Accampamento degli Estranei, mattina del 10mo giorno dell’undicesimo mese del ciclo 1346

Siv è sdraiata per terra, che mormora sottovoce e fa lunghe pause, ascoltando gli elementi intorno a sè. Poco distante, Iikka monta la guardia in silenzio, permettendo alla druida di concentrarsi.
 
S: “Percepisco.. un grande sconvolgimento in atto. Non riusciamo più a vedere la luce, e anche Gea comincia a soffrire. Cosa succederà adesso?
Nel buio, pericolo..
Tutti gli animali e le creature si rifugiano al sicuro, inquiete.. Non sanno quando cibarsi, quando dormire, quando uscire allo scoperto. Le piante fremono alla ricerca della luce. Come sarà la vita nei villaggi ora? Sono al sicuro?
Cosa accade nelle montagne, in pianura, nel deserto e nella foresta?
Cosa ci sta comunicando Gea?
Nel buio, pericolo…
Il nostro corpo sta bene? Il cibo è più insapore.. mi sento.. diversa…
Nel buio, pericolo… “

Accampamento degli Estranei, mattina del sesto giorno dell’undicesimo mese del ciclo 1346

K si guarda intorno, l’accampamento è attivo e la gente si sta preparando per partire. Nel frattempo la colorata figura di Akira sembra spuntare dal nulla e si avvicina all’uomo vestito di nero, che comincia a parlare ai presenti.

K: “In tempi normali, la carovana dovrebbe metterci dai 35 ai 40 giorni per arrivare a Jethro. Vi guiderà Akira, che conosce le giuste strade per non farvi intercettare o riconoscere e conosce ovviamente la segreta ubicazione della Base, e non può rivelarla. Nel frattempo proverò a capire dove siano stati portati gli estranei che, da informazioni che abbiamo, dovrebbero essere stati portati nella Cittadella con il Capitano.
Vi precederò con un mezzo meccanico via terra che abbiamo a disposizione; posso portare altri quattro di voi con me, se volete. Partirò tra pochi minuti. Grazie per aver accettato il mio invito, ci vedremo al sicuro.”

Accampamento degli Estranei, pomeriggio del quinto giorno dell’undicesimo mese, ciclo 1346

Tutto sembra sospeso nell’accampamento. Gli esploratori stanno con occhi e orecchie attenti, ma sembra che nessuno abbia seguito il gruppo di estranei. Scrutano quell’eterno crepuscolo. Aranja, a fatica, raduna le persone e prende un foglio ed il necessario per scrivere.
 
A: “Dunque, ricapitolando, tra l’azione di Sidmon e la nostra, siamo riusciti a recuperare una parte dei prigionieri.
 
Rua di Tane non è stato recuperato.
Rurik della grotta Paasvési è fuggito ed è stato recuperato dal gruppo mio e di Kristbjorg, ha deciso di restare con noi per aiutarci, per ora.
Finn del bosco Antrim, non è stato recuperato.
Junk della grotta Katla, sembra sia morto per torture, non è stato recuperato.
Gunes il risoluto, è stato liberato, recuperato e sarà ricondotto presso la sua gente.
Anche Magnus della grotta Reiky.
Siusan del fiume Eithrig non è stata recuperata.
Matleena della grotta Yolopukki, estranea, portata alla Cittadella dal Capitano, così sembrerebbe.
Anche Muiri del fiume Laidan.
Syd Efe di Manara, non è stato recuperato.
Eireen di Ladir, non è stata recuperata.
Kubi della famiglia Yumi, è stata recuperata.
Kan della famiglia Shimei è fuggito ed è stato recuperato dal gruppo mio e di Kristbjorg e sarà ricondotto presso la sua gente, come anche Kushana della famiglia Tontatsu.
Afe la Curiosa è stata recuperata, è una estranea, rimarrà con il gruppo.
Fergus della grotta Tuoni è stato recuperato, è un estraneo, rimarrà con il gruppo.
Un membro della Cittadella di nome Corvus è stato recuperato, è un estraneo, rimarrà con il gruppo.
 
Credo che per ora sia tutto, vi consiglio di riposare. Domani mattina dovremo partire, anche con la nebbia e senza il sole, non abbiamo alternative. Direzione, Base Jethro.”

Tornando verso i carri da Base Lande, notte tra il 4° e 5° giorno dell’undicesimo mese del ciclo 1346

E’ buio.
Molti si leccano le ferite, dell’animo e del corpo.
Non è stato semplice gestire Base Lande, non è stato scevro di screzi e discussioni, anche forti.
Non è stato scevro di scoperte, alcune scioccanti e inaspettate, altre foriere di dubbio ed incertezze.
E’ stata stretta una collaborazione con K, adesso i Periferi tornano alla Carovana, pronti a partire per andare a Jethro, riposarsi e organizzare un incontro con le tribù Furenter non ancora alleate con il Capitano.
La notte è fonda, ma gli Estranei non vogliono stare un minuto in più in quel luogo. Sfidano la sorte e la paura.
Le ore passano, il buio diventa un po’ meno scuro, le persone camminano.
Qualcuno parla, qualcuno si guarda attorno. Alcuni rabbrividiscono e sembrano inquieti.
Sarà il freddo?

Continuano a camminare, sperando nel sorgere del sole, la notte ha piovuto, una giornata serena potrebbe portare aria pungente ma i raggi scaldare i cuori ed i corpi.
Molti sanno che le notti si sono allungate ulteriormente ma nessuno di loro è davvero pronto.
Pronto, al fatto, che quel giorno il sole non sorgerà.

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Il sole non è sorto davvero.
Non è una notte oscura, è più quel colore che accompagna il crepuscolo e l’aurora, quell’azzurro che vira al blu. Per fortuna, pensano i natus, con il panico che gli attanaglia il cuore..

I più pratici pensano subito ad un problema, come faranno ad orientarsi?
I solitor indicano il costone delle montagne Aeland, seguiranno quello. E il muschio sugli alberi. Coloro che osservano il cielo indicano il Fulcro, che è a Nord.
Ma la domanda sale alle labbra di molti:

perché il sole non sorge?