VOCI DI ANDOR – EPISODIO 4

In cammino verso Jethro, mattina del 27° giorno del primo mese, ciclo 1347
un foglio appeso dove tutti possano vederlo

AGGIORNAMENTI

“La ragazza bianca e viola di nome Akira dice che la direzione verso Jethro sembra corretta, ed ha stimato in 25 giorni l’arrivo.

L’emissario aurian Adamu ha riportato il messaggio del suo Sarkin, che ha deciso l’alleanza e la discesa in campo del popolo Aurian, a favore degli estranei e del Dottor K. Saranno inviati, in un luogo da concordare, cento guerrieri Aurian come supporto sul campo ed alcune risorse che sono state già consegnate ad Adamu. Il popolo Aurian ha inoltre occupato l’avamposto sulla terra ferma, chiamato Guinan.

Il dottor K comunica di essere fisicamente provato e dunque, non si muoverà molto dal carro meccanico, ma invita chi volesse andare a parlare con lui, di farlo liberamente.

Nessuna novità dal cielo, la luna c’è ma il sole non si vede, attendiamo uno studio più preciso dei nostri druida.

Visto le difficoltà climatiche, ci raccomandiamo di centellinare le provviste.

I turni di guardia ed esplorazione proseguiranno come previsto, si aggiunge anche il gruppo aconian.

Firmato: Aranja.”

In cammino verso Jethro, pomeriggio del 20mo giorno del primo mese, ciclo 1347

Difficile contare i giorni e le ore in questa condizione….Ormai i perìferi ed estranei hanno capito che quando la nebbia è alta, dovrebbe corrispondere alla mattina, mentre il pomeriggio il cielo si fa quasi viola. A volte di notte si vedono anche le stesse, sempre fisse e simili a come erano prima…il Sole non è sparito ma a volte si percepisce come una tonda macchia scura, abbastanza inquietante.

In tutto questo Gea sembra stia mutando in continuazione, anche la natura stessa; certe strade che dovrebbero esserci non ci sono più, sono spariti boschi e riapparsi più in avanti, solo le Montagne rimangono solide certezze, in questo momento.

Akira sembra un po’ in difficoltà a riconoscere la strada verso la base segreta, fa del suo meglio e sorride, ma comunica chiaramente a tutti che non sarà un tragitto semplice, e ci vorrà più tempo per arrivare a destinazione. Dovranno provare e riprovare, sperando in un tangibile aiuto di Gea…

In un pomeriggio terso come tanti altri, i carri della carovana procedono a ritmo costante verso una direzione faticosa ma abbastanza chiara. Gli occhi di Inari si sporgono in avanti e sembrano riconoscere un’ombra famigliare arrivare incontro a loro. Il passaparola è molto veloce, e Mikael il fabbro fa un cenno ad Akira, indicando con un gesto eloquente il carro meccanico che è appena apparso in direzione opposta a loro.

Tutti si bloccano in attesa di capire cosa stia succedendo. Il carro nero e metallico si ferma e fuoriescono alcune persone, si riconoscono immediatamente il Dottor K, altri quattro aconian ben bardati con armature scure ma volti scoperti, gli occhi curiosi di Seaghdha ed i volti un po’ tirati di Angron e Nuala. Quando tutti attendono di sentire le parole di un K però defilato, che si dirige verso Akira, è la ne mu ji Nuala a prendere la parola:

“Bene, vi abbiamo ritrovato. Dato che le strade cambiano di giorno in giorno, abbiamo valutato che non sareste riusciti ad arrivare alla base Jethro in sicurezza, quindi siamo tornati indietro. Troveremo la giusta strada insieme.”

Gli altri annuiscono, il gruppo si è riunito, la strada prosegue.

Fuori dal bosco strano, mattina del giorno 12  del primo mese del ciclo 1347, dagli scritti dello Skald Kristbjorg

“Per qualcuno è quasi sembrato un sogno, altri non sanno ancora razionalmente spiegare cosa sia successo,ad un certo punto il bosco sembra aver inghiottito tutto il gruppo degli estranei, e poi li ha sparpagliati in zone diverse, ponendoli davanti a situazioni complesse da risolvere. Sembra che però, aiutandosi l’uno con l’altro, tutti siano riusciti ad emergere dalla fitta vegetazione, recuperare carri e persone, e trovare un sentiero sicuro e sgombro da pericoli. Molti sguardi trasudano stanchezza e nervosismo, la gente si ritrova e sorride, ma continua a chiedersi cosa sia accaduto, senza riuscire a darsi delle spiegazioni concrete.

Cosa sta succedendo a Gea? Tutto questo sommovimento improvviso deriva dalla notte eterna che ha avvolto tutto il territorio?

Gli estranei decidono di accamparsi, poco oltre il bosco, che ora sembra quasi inerte e silente. Tutti vogliono accendere fuochi, preparare una buona cena, e poi riposare.

Io ripulisco le mie armi ed i miei abiti, velocemente mi chiedo, il carro del dottor K sarà arrivato a destinazione?

Domande a parte, ci aspetta un po’ di riposo e poi si ripartirà, verso est, verso Jethro.”

Diverso tempo prima….sera del sesto giorno dell’undicesimo giorno del ciclo 1346, dagli scritti dello Skald Kristbjorg

“Mi hanno detto che sono stato ferito da qualcosa…che mi ha sorpreso alle spalle, mentre facevo la guardia ai carri. Il quinto, quello con la maggior parte delle provviste, ha subito dei danni notevoli, ed ora ha un bel buco dietro, direi che sia il caso di farlo riparare al più presto…

Mentre Roniga mi assistiva con il suo prana, ho visto un gruppo di esploratori seguire le tracce di quella creatura per recuperare le provviste rubate. Si sono portati dietro anche Isao, che mi ha fissato intensamente, facendomi chiaramente capire che non voleva muoversi così tanto con il buio…ma non c’era molto altro da fare, i prana sono assai pochi!

Mi sentivo un po’ stordito anche dopo le cure ricevute, ma ho voluto personalmente attendere la squadra di ritorno, per assicurarmi che stessero tutti bene. Angron, Jiulia, Nuala, Syd, Kathleen ed il nuovo ragazzo solitor Eerik erano quasi illesi, e sono stati bravi, hanno recuperato tutto. Isao mangiava una mela per farsi passare la tremarella.

Mi hanno parlato di alcune corruzioni più furbe del solito, le hanno chiamate Monsuta, sono delle bestie con denti acuminati, e artigli aguzzi ai piedi e sulle mani, ancora in parte vestiti con indumenti dei perìferi….dobbiamo ricordare sempre di fare attenzione, per non diventare come loro. “

Accampamento degli Estranei, sera dell’undicesimo giorno del primo mese del ciclo 1347 

Dovevano essere partiti ormai da parecchie ore, stavano per fermarsi a riposare. Il carro di K, con cui erano partiti alcuni di loro, era ormai lontano da giorni. Il sentiero si diramava in una valle tra le montagne, anche se la visuale era molto scarsa da tempo: non solo era tutto perennemente avvolto nell’oscurità, ma una densa e umida nebbia impediva di capire con precisione a che punto del promontorio si trovassero.

Alcuni esploratori si erano da poco separati dagli altri per cercare una zona sicura dove fermarsi a riposare. Da qualche ora un odore strano aveva cominciato a diffondersi nell’aria, e non prometteva nulla di buono, o innocuo.

“Non sentite?” Iikka si fermò.

Un fruscio, prima appena impercettibile, ora si fece sempre più forte. 

La terra cominciò a tremare. Un terremoto?

Non solo.. Nel sentiero iniziarono a propagarsi piccole crepe. Quelle che sembravano piante, liane, emersero dalla terra, mentre dalla nebbia forme scure si avvicinavano.. erano alberi? Queste radici nodose e malsane si espandevano ovunque, e nel frattempo spaccature sempre più profonde cominciarono ad aprirsi intorno a loro. Un carro cominciò a sprofondare, e una parte del sentiero collassò.

Molte altre piante, nodose, informi, nel frattempo vennero fuori delle tenebre.

Il rumore di questo cataclisma era insostenibile: il fruscio delle liane, le grida, e sopra ogni cosa, il fragore della terra che sprofondava, si apriva in voragini inghiottendo qualsiasi cosa pochi minuti prima si trovasse al suo posto. Chi ancora era riuscito a mantenere i sensi e lo spirito, vide una quantità di piccole spore luminose cominciare a cadere e circolare nell’aria. Non ci fu ulteriore tempo di capire che disgrazia fosse capitata alla carovana, perché quando le spore cominciarono ad attecchire sul terreno, tutti avevano perso i sensi.

Qualche tempo prima…

Sulevi era tornato poco prima dell’attacco a Base Lande, e non era tornato da solo. Assieme a lui un altro solitor, più o meno della stessa età dello Skald, spalle larghe, un bastone per le montagne e due spade lungo i fianchi. 

Eerik della grotta Ruriki, estraneo, come loro aveva deciso di unirsi al gruppo degli Estranei quando Sulevi era tornato sulle montagne. 

Aveva raccontato che stavano svuotando le grotte per portarli al sicuro, ma solo gli Isanta erano a conoscenza del “dove” fosse il posto sicuro. 

Eerik si era subito messo a disposizione, senza prendere parte all’incursione della Base attivamente, rimanendo ai carri come scorta e difesa; inoltre, era stato d’aiuto per gli esploratori, grazie alla sua capacità di riconoscere le tracce e vedere a colpo d’occhio i pericoli naturali che erano nascosti ai più.

Silenzioso, curioso di saperne di più su quel simbolo che gli era comparso sulla pelle, Eerik tendeva ad ascoltare più che a parlare. Anche lui, come gli altri, era sconcertato dalla notte perenne, ma faceva tutto quello che gli era consentito per essere di aiuto e di supporto. 

Il carro degli approvvigionamenti era quello più debole, ed era quello che seguiva costantemente; sempre il primo per il turno di guardia. 

Accampamento degli Estranei, sera del nono giorno del primo mese del ciclo 1347 

Akira annuisce fermamente e parla agli Estranei seduti intorno al fuoco: “Con questo oscuramento del sole non ci resta che procedere lentamente ma con passo sicuro. Ci sono minacce di tutti i tipi che aspettano lì fuori, quindi dobbiamo stare molto attenti. Purtroppo il tempo del viaggio così è quasi raddoppiato, arriveremo nei pressi della Base Jethro tra circa venti giorni, se va tutto bene….ma siate ottimisti! Poi, sarete tutti al sicuro.”

In un angolo vicino dell’accampamento, Laìni guarda suo zio, l’accigliato Rurik, che sta applicando dei bastoncini di legno su una tavoletta di sughero che ha una tartaruga disegnata con una certa abilità. La tavoletta è appoggiata sul petto di Lomu, che ha gli occhi chiusi e sembra quasi riposare, steso paciosamente sull’erba.

L’esperto Hari-Shi pone sette bastoncini che vanno a tracciare il disegno e pare molto soddisfatto del suo lavoro: “Bene, sembra tutto a posto amico furenter, ora dovresti fare la tua perlustrazione con più sicurezza, se cadrai, non morirai, ma qualcuno potrà arrivare a curarti in tempo.”

Mentre Lomu ringrazia con un cenno ed un sorriso e si appresta al suo giro di ricognizione insieme a Tora, Angron e Kathleen, Rurik rimette a posto i suoi strumenti, le tavolette, i bastoncini e la ciotola di legno, e sciacqua tutto con acqua fresca.

Laìni è rimasta per tutto il tempo accanto allo zio, senza fare alcun rumore per non distrarlo e osservando quietamente ogni suo movimento. Vedendolo ora rasserenato, si permette di rivolgersi a lui: Zio, io non ricordo tu fossi un Hari-Shi quando partii per la mia ricerca, e credo proprio di non sbagliarmi…”

“Nipote mia, hai del tutto ragione, è stata una passione ed una necessità che si è posta dopo la tua partenza. E così qui potrò rendermi ancora più utile, dato che ho deciso di restare con voi per un po’.” E notando lo sguardo un po’ preoccupato di Laìni, si blocca“Anche se temo in questo modo, di portarti qualche pensiero in più…”

“No, zio Rurik, sono felice di averti qui. Ovviamente mi sento un po’ responsabile della tua buona salute, visto che so che lo fai per me…! Non posso che ringraziarti, ma fai attenzione e non rischiare mai più del dovuto.”

Il maturo solitor dai capelli rossicci sorride: “Tranquilla…volevo anche vedere a che punto era la tua ricerca, ma me ne parlerai presto. Intanto, dovrò confrontarmi con gli altri Hari-Shi, dopo la sparizione del Sole, ho notato che qualcosa è cambiato anche nell’applicazione delle tavolette e dei bastoncini, ci metto meno tempo e, per gli usi più semplici, riesco a renderli efficaci anche senza Tagi!”

In quel momento arriva all’improvviso Isao, trafelato e dal volto molto stanco, e ignorando Rurik, si rivolge direttamente a Laìni: “C’è bisogno di tutto il tuo prana, metà della precedente squadra di ricognizione è dispersa, dobbiamo affrettarci…”

La solitor annuisce, subito allerta; raccoglie al volo la sua gerla e si alza rapidamente, pronta a muoversi.

In un bosco vicino all’accampamento provvisorio degli Estranei, terzo giorno del primo mese, ciclo 1347

Gli esploratori sembrano molto impegnati a seguire alcune tracce… Jiulia e Nuala vanno in avanscoperta. La solitor si mette ad armeggiare con la terra, mentre Nuala fa qualche passo indietro e avverte gli altri:

N: “Non avvicinatevi, abbiamo trovato una specie di trappola naturale, ci sono alcuni serpenti ed una buca pericolosa e scivolosa…aspettate lì!”

Jiulia prova ad allontanare i rettili con un bastone, ma si rende conto che non basterebbe e tira fuori una fialetta contenente un liquido di color verde fango. La solitor cosparge il terreno con quella sostanza, che produce un odore immediato, terribilmente acre e fastidioso. Mentre lei e Nuala si mettono una mano sulla bocca per non respirarne il contenuto, lentamente i serpenti si allontanano dalla buca e le due esploratrici riescono a coprirla con pietre e legni resistenti.

Poco in là, coperto da viticci e fango, spunta una sorta di involucro nero, che Nuala cerca di raccogliere, aiutata dall’arrivo di Ozgur.

L’exit sembra molto incuriosito, sussurra due parole alla Ne Mu Ji….”Credo di sapere cosa sia, sembra un vecchio cappotto, ora, pian piano, lo recuperiamo…..”

Ora al sicuro, Jiulia si alza e raggiunge gli altri due estranei. Ozgur raccoglie l’involucro e lo passa a Nuala, che cerca una superficie stabile e si siede sulla terra, cercando di stendere il misterioso ritrovamento….sembra uno di quei indumenti lunghi ed avvolgenti che indossano alcuni soldati della Cittadella, anche se sgualcito, rotto in più parti e pregno di odore ferroso….

Quando Nuala apre il cappotto, improvvisamente cade a terra, come se fosse stata nascosta appositamente, una maschera metallica nera e con una piccola crepa sulla fronte….i tre estranei fanno un passo indietro, e la maschera, da terra, sembra quasi fissarli, solo per un brevissimo istante…

Accampamento degli Estranei, primo giorno del primo mese del ciclo 1347

“Dasar del Fiume!” 
Una vampata di fuoco sgorga dalle mani di Kyna. Nel silenzio generale.
K: “…Come pensavo. Non avete notato anche voi qualcosa di diverso?”
M: “L’energia ha cominciato a scorrere più facilmente. Per focalizzarla non serve più ricorrere a molte parole.“ Martti poco lontano osserva i resti della legna che ha preso fuoco.
Aranja li ha raggiunti. “Io comunque preferisco continuare a pronunciarle, mi dà più sicurezza. Penso a quello che voglio ottenere e la invocazione lo rende solo più chiaro.. ” 
K: “Non so, mi dà l’idea che tutto questo sia sintomo di qualche cambiamento più grande, voi cosa dite? “

La conversazione viene interrotta da Angron che arriva velocemente dal fondo della carovana, ora ferma.
An: “Hyrid, un erborista e alchimista della carovana, ci ha riferito delle notizie molto strane: sembra che i cristalli dell’alchimia si siano improvvisamente… disattivati. Non solo non reagiscono come dovrebbero, ma le pozioni si stanno cominciando a sciogliere. Stanno diventando inutilizzabili. Inoltre se prova ad estrarre l’energia di Andor dalle piante per farne altre, non ci riesce più.”
K: “.. Questo ciclo è appena iniziato.. cosa ancora ci porterà, di nuovo?”
Shoki interviene: Ho paura di scoprirlo.”

Accampamento degli Estranei, decimo giorno del dodicesimo mese del ciclo 1346

“Dobbiamo solo resistere, sono sicura che presto se ne andranno..”
“Ti rendi conto di quello che stai dicendo? Non lo faranno.. Non temono più l’arrivo dell’alba.”
“Rischiamo di rimanere bloccati qui. Presto saremo circondati.”
“Ci serve più fuoco, presto! Non sappiamo come prendere altra legna..” 

“..Presto a casa saranno i primi giorni dell’anno, Shogatsu. Presto i rami di pino purificheranno l’aria, si farà entrare energia di rinnovamento, presto scacceranno gli spiriti maligni. Tornerà a splendere la luce con il nuovo ciclo? Non possiamo smettere di sperare.. “ 

Continua ad essere notte. Rumori striscianti, grida senza volto ci svegliano, ci sorprendono senza difese. Tutti sono disorientati. Le minacce che prima sapevamo gestire ora ci colgono ad ogni ora. Shinde, altri esseri e corruzioni della notte ora vagano liberamente senza riposo, senza tregua, sempre affamati, sempre in caccia. Quello che sapevamo ora non conta più. Non resta che avanzare, lottare per difendersi. Sempre più spaesati. Troviamo riparo in alcune grotte, siamo ancora nell’Aeland, ma fatichiamo ad andare avanti. Non distinguiamo più da tempo le ore più sicure e quelle più pericolose in cui cercare rifugio. Avanziamo, verso una base sicura… Almeno, questa è la nostra speranza.  

Accampamento degli Estranei, mattina del 15mo giorno dell’undicesimo mese del ciclo 1346

La faccia del giovane aurian sembra determinata, mentre parla con la combattente furenter ed il corrucciato natus….

“-E’ importante capire se mio padre il Re deciderà di supportarci nella guerra contro il Capitano, se deciderà di schierarsi apertamente oppure almeno di supportarsi con alcune risorse…”

-”State suggerendo di inviare qualcuno a parlare con vostro padre?” interviene Nalah

-”Corretto, per essere ancora più convincente dovrei andare io……”

-”Non credete sia un rischio troppo grande per voi in questo momento, Principe?” aggiunge Shoki

-”Temo possiate avere ragione. Andiamo a parlare con gli altri, soprattutto con Aranja e Isao. Non oso disturbare Sidmon, sembra ancora scosso da quanto accadutogli a Lande. Venite con me se volete.” conclude Dan

Poche ore dopo….

Un aurian di mezza età sembra avere molta fretta, sta parlando con un solitor…

-”Credo ti abbiano avvertito ragazzo, io sono Adamu, devo partire domani mattina all’alba. Mi servono due cavalli svelti e provviste per almeno una settimana. Dobbiamo seguire la strada delle Locande e poi andare verso sud ovest. Prima tappa Laakso. Bene, io vado ad avvertire Kasumi e To’Chi, spero verranno con me. Sarà un viaggio interessante.”

Accampamento degli Estranei, mattina del 10mo giorno dell’undicesimo mese del ciclo 1346

Siv è sdraiata per terra, che mormora sottovoce e fa lunghe pause, ascoltando gli elementi intorno a sè. Poco distante, Iikka monta la guardia in silenzio, permettendo alla druida di concentrarsi.
 
S: “Percepisco.. un grande sconvolgimento in atto. Non riusciamo più a vedere la luce, e anche Gea comincia a soffrire. Cosa succederà adesso?
Nel buio, pericolo..
Tutti gli animali e le creature si rifugiano al sicuro, inquiete.. Non sanno quando cibarsi, quando dormire, quando uscire allo scoperto. Le piante fremono alla ricerca della luce. Come sarà la vita nei villaggi ora? Sono al sicuro?
Cosa accade nelle montagne, in pianura, nel deserto e nella foresta?
Cosa ci sta comunicando Gea?
Nel buio, pericolo…
Il nostro corpo sta bene? Il cibo è più insapore.. mi sento.. diversa…
Nel buio, pericolo… “

Accampamento degli Estranei, mattina del sesto giorno dell’undicesimo mese del ciclo 1346

K si guarda intorno, l’accampamento è attivo e la gente si sta preparando per partire. Nel frattempo la colorata figura di Akira sembra spuntare dal nulla e si avvicina all’uomo vestito di nero, che comincia a parlare ai presenti.

K: “In tempi normali, la carovana dovrebbe metterci dai 35 ai 40 giorni per arrivare a Jethro. Vi guiderà Akira, che conosce le giuste strade per non farvi intercettare o riconoscere e conosce ovviamente la segreta ubicazione della Base, e non può rivelarla. Nel frattempo proverò a capire dove siano stati portati gli estranei che, da informazioni che abbiamo, dovrebbero essere stati portati nella Cittadella con il Capitano.
Vi precederò con un mezzo meccanico via terra che abbiamo a disposizione; posso portare altri quattro di voi con me, se volete. Partirò tra pochi minuti. Grazie per aver accettato il mio invito, ci vedremo al sicuro.”

Accampamento degli Estranei, pomeriggio del quinto giorno dell’undicesimo mese, ciclo 1346

Tutto sembra sospeso nell’accampamento. Gli esploratori stanno con occhi e orecchie attenti, ma sembra che nessuno abbia seguito il gruppo di estranei. Scrutano quell’eterno crepuscolo. Aranja, a fatica, raduna le persone e prende un foglio ed il necessario per scrivere.
 
A: “Dunque, ricapitolando, tra l’azione di Sidmon e la nostra, siamo riusciti a recuperare una parte dei prigionieri.
 
Rua di Tane non è stato recuperato.
Rurik della grotta Paasvési è fuggito ed è stato recuperato dal gruppo mio e di Kristbjorg, ha deciso di restare con noi per aiutarci, per ora.
Finn del bosco Antrim, non è stato recuperato.
Junk della grotta Katla, sembra sia morto per torture, non è stato recuperato.
Gunes il risoluto, è stato liberato, recuperato e sarà ricondotto presso la sua gente.
Anche Magnus della grotta Reiky.
Siusan del fiume Eithrig non è stata recuperata.
Matleena della grotta Yolopukki, estranea, portata alla Cittadella dal Capitano, così sembrerebbe.
Anche Muiri del fiume Laidan.
Syd Efe di Manara, non è stato recuperato.
Eireen di Ladir, non è stata recuperata.
Kubi della famiglia Yumi, è stata recuperata.
Kan della famiglia Shimei è fuggito ed è stato recuperato dal gruppo mio e di Kristbjorg e sarà ricondotto presso la sua gente, come anche Kushana della famiglia Tontatsu.
Afe la Curiosa è stata recuperata, è una estranea, rimarrà con il gruppo.
Fergus della grotta Tuoni è stato recuperato, è un estraneo, rimarrà con il gruppo.
Un membro della Cittadella di nome Corvus è stato recuperato, è un estraneo, rimarrà con il gruppo.
 
Credo che per ora sia tutto, vi consiglio di riposare. Domani mattina dovremo partire, anche con la nebbia e senza il sole, non abbiamo alternative. Direzione, Base Jethro.”

Tornando verso i carri da Base Lande, notte tra il 4° e 5° giorno dell’undicesimo mese del ciclo 1346

E’ buio.
Molti si leccano le ferite, dell’animo e del corpo.
Non è stato semplice gestire Base Lande, non è stato scevro di screzi e discussioni, anche forti.
Non è stato scevro di scoperte, alcune scioccanti e inaspettate, altre foriere di dubbio ed incertezze.
E’ stata stretta una collaborazione con K, adesso i Periferi tornano alla Carovana, pronti a partire per andare a Jethro, riposarsi e organizzare un incontro con le tribù Furenter non ancora alleate con il Capitano.
La notte è fonda, ma gli Estranei non vogliono stare un minuto in più in quel luogo. Sfidano la sorte e la paura.
Le ore passano, il buio diventa un po’ meno scuro, le persone camminano.
Qualcuno parla, qualcuno si guarda attorno. Alcuni rabbrividiscono e sembrano inquieti.
Sarà il freddo?

Continuano a camminare, sperando nel sorgere del sole, la notte ha piovuto, una giornata serena potrebbe portare aria pungente ma i raggi scaldare i cuori ed i corpi.
Molti sanno che le notti si sono allungate ulteriormente ma nessuno di loro è davvero pronto.
Pronto, al fatto, che quel giorno il sole non sorgerà.

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Il sole non è sorto davvero.
Non è una notte oscura, è più quel colore che accompagna il crepuscolo e l’aurora, quell’azzurro che vira al blu. Per fortuna, pensano i natus, con il panico che gli attanaglia il cuore..

I più pratici pensano subito ad un problema, come faranno ad orientarsi?
I solitor indicano il costone delle montagne Aeland, seguiranno quello. E il muschio sugli alberi. Coloro che osservano il cielo indicano il Fulcro, che è a Nord.
Ma la domanda sale alle labbra di molti:

perché il sole non sorge?